Ci sono coppie che arrivano in studio dopo mesi di attesa, con un calendario pieno di date cerchiate e una domanda ripetuta a bassa voce: “stiamo sbagliando qualcosa a tavola?”. Il tema di nutrizione e fertilità è delicato proprio per questo: tocca un desiderio profondo e rischia di trasformarsi in senso di colpa. Eppure quello che mangi non è né la causa né la soluzione magica di un percorso complesso. È, più semplicemente, uno dei pochi fattori su cui puoi lavorare con calma e con metodo.

Se vivi a Capurso, Triggiano, Cellamare o in uno dei paesi vicini, c’è un vantaggio pratico da conoscere: nello studio di Via Vittorio Veneto 44 la consulenza nutrizionale convive con il laboratorio di analisi cliniche BioLab. Gli esami si eseguono in sede e il referto diventa il punto di partenza del piano alimentare, senza rimbalzi tra strutture diverse.

Perché nutrizione e fertilità sono più collegate di quanto sembri

Il tessuto adiposo non è un deposito passivo: produce ormoni e dialoga con l’asse che regola il ciclo. Quando il peso si allontana molto dal proprio equilibrio, in eccesso o in difetto, questo dialogo può alterarsi. Nelle donne il sovrappeso può influenzare negativamente il quadro ormonale, con cicli irregolari, ovulazione discontinua e un rischio maggiore di complicazioni. Diversi studi suggeriscono che, quando esiste un eccesso reale, anche una riduzione contenuta del peso possa accompagnarsi a una ripresa più regolare dell’ovulazione.

Vale però anche il contrario, e si dice molto meno. Un peso troppo basso, regimi molto restrittivi o un’attività fisica intensa senza un apporto energetico adeguato possono spegnere il ciclo. Il corpo legge la scarsità come un segnale d’allarme e mette la riproduzione in secondo piano. Per questo lavorare su nutrizione e fertilità non coincide quasi mai con “mangiare meno”: molto più spesso significa mangiare meglio e in modo più regolare.

I nutrienti che contano nel periodo pre-concepimento

Il periodo che precede il concepimento è una finestra importante. Gli ovociti completano la maturazione nell’arco di alcuni mesi e gli spermatozoi si rinnovano in circa tre: quello che accade a tavola in questo intervallo può contribuire a creare condizioni più favorevoli. Non esistono alimenti “che fanno rimanere incinta”, ma esistono carenze che vale la pena non trascurare.

  • Acido folico: la supplementazione pre-concepimento è raccomandata dalle linee guida per ridurre il rischio di difetti del tubo neurale. A tavola si accompagna a verdure a foglia verde, legumi e agrumi.
  • Vitamina D: più spesso bassa di quanto si immagini, anche qui in Puglia dove il sole non manca. Va misurata, non stimata.
  • Ferro e vitamina B12: frequentemente carenti in chi segue un’alimentazione poco varia o vegetariana non pianificata.
  • Omega-3: presenti nel pesce azzurro, così comune sulle nostre coste, e nella frutta secca.
  • Zinco, selenio e antiossidanti: coinvolti nella protezione delle cellule riproduttive dallo stress ossidativo.
  • Iodio: legato alla funzione tiroidea, che a sua volta influenza il ciclo.

Conta anche come questi nutrienti vengono assorbiti: un intestino infiammato lavora peggio, e la qualità della dieta si riflette sull’equilibrio del microbiota intestinale. Il modello alimentare che la ricerca associa più spesso a un profilo favorevole resta quello mediterraneo: verdura e frutta di stagione, legumi, cereali integrali, olio extravergine, pesce, poca carne rossa e pochi prodotti ultra-processati.

Fertilità maschile: metà del percorso, spesso dimenticata

Per anni l’attenzione si è concentrata quasi solo sulla donna. Oggi sappiamo che il fattore maschile pesa in una quota rilevante delle difficoltà di concepimento. Anche la fertilità maschile risente dell’aumento di peso corporeo: l’eccesso di adipe si associa a modificazioni del quadro ormonale e, in diversi studi, a parametri seminali meno favorevoli per numero, motilità e integrità del DNA degli spermatozoi.

Si aggiungono abitudini che passano spesso inosservate: fumo, alcol quotidiano, notti corte, sedentarietà, esposizione prolungata al calore. Quando si parla di nutrizione e fertilità, quindi, l’interlocutore non è “lei”: è la coppia. Un percorso in cui uno solo dei due cambia stile di vita è più fragile, e anche più solitario. La spesa e la cena si condividono: conviene che vadano nella stessa direzione.

Dagli esami al piano: perché il referto viene prima della dieta

Impostare un’alimentazione per la fertilità senza dati è come cucinare al buio. Prima di scrivere qualsiasi piano ha senso avere un quadro di base: assetto glicemico e insulinemico, funzionalità tiroidea, vitamina D, ferro e ferritina, emocromo, profilo lipidico, oltre agli approfondimenti ormonali che il medico curante o il centro di PMA ritengono utili.

Qui il fatto che nutrizione e fertilità si seguano allo stesso indirizzo del laboratorio fa una differenza concreta. BioLab, diretto dalla Dott.ssa Antonietta Campanale, specialista in microbiologia e virologia, è attivo dal 2007: i prelievi si eseguono in sede e i referti arrivano direttamente al tavolo dove si costruisce il percorso alimentare. Meno spostamenti, tempi più brevi, una sola lettura d’insieme.

Il piano che ne deriva non è una dieta rigida. Nella maggior parte dei casi si lavora su distribuzione dei pasti, qualità dei carboidrati, apporto proteico e grassi buoni: elementi che incidono sulla sensibilità insulinica, spesso centrale nelle situazioni di ovulazione irregolare. Trovi il dettaglio nella pagina dedicata al metodo dello studio.

Prepararsi insieme, prima e durante la PMA

Chi si avvicina a un ciclo di procreazione medicalmente assistita arriva spesso con poco tempo e molta ansia. Anche in questo caso le abitudini alimentari pre-concepimento contano: studi recenti suggeriscono che la qualità degli ovociti e degli spermatozoi possa risentire dello stato nutrizionale generale nei mesi precedenti. Nessuno può promettere un risultato, e chi lo fa va guardato con sospetto. Ma arrivare all’appuntamento con un peso più stabile, eventuali carenze corrette e una glicemia più regolare significa non lasciare indietro ciò che è modificabile.

C’è poi una parte meno tecnica e altrettanto decisiva: la sostenibilità. Un’alimentazione punitiva regge poche settimane e lascia dietro di sé frustrazione. Meglio poche modifiche che restano, costruite sulla tua vita reale: gli orari di lavoro, la spesa che fai davvero, le domeniche in famiglia che da noi non si negoziano. Per approfondire l’approccio alla coppia trovi la pagina dedicata all’infertilità di coppia.

Domande frequenti su nutrizione e fertilità

Quanto tempo prima del concepimento conviene iniziare?

Indicativamente tre o quattro mesi, il tempo che serve alla maturazione degli ovociti e al rinnovamento degli spermatozoi. Se il percorso è già avviato non è comunque “troppo tardi”: si lavora su ciò che si può ancora migliorare.

Devo per forza perdere peso?

Non necessariamente. L’obiettivo non è un numero sulla bilancia ma un equilibrio. In alcune situazioni si lavora per aumentare l’apporto energetico, in altre per ridurre un eccesso di grasso viscerale. Sono valutazioni individuali, che richiedono una visita e i dati alla mano.

Gli integratori bastano?

Possono avere un ruolo, l’acido folico in particolare, ma non sostituiscono un’alimentazione adeguata e non vanno assunti a caso. Andrebbero indicati da un professionista, sulla base degli esami e della storia clinica.

Il partner deve venire alla visita?

Non è obbligatorio, ma è consigliato almeno per il primo incontro. Quando entrambi comprendono il senso dei cambiamenti, la casa diventa un ambiente che aiuta invece di ostacolare.

Se stai cercando una gravidanza o ti stai preparando a un percorso di PMA, un confronto sul tema di nutrizione e fertilità può aiutarti a mettere ordine tra informazioni contraddittorie. La prima visita ha un costo indicativo di 90 euro e si svolge a Capurso, in Via Vittorio Veneto 44, comoda anche da Triggiano, Cellamare, Valenzano, Noicattaro, Rutigliano, Adelfia, Sannicandro, Casamassima, Mola di Bari e Bari.

Per informazioni e appuntamenti puoi scrivere o telefonare attraverso la pagina contatti. Se preferisci prima sapere chi ti accoglierà, trovi la mia storia nella pagina mi presento.

Questo contenuto ha finalità puramente divulgative e non sostituisce il parere del medico o del nutrizionista: per ogni scelta individuale rivolgiti sempre a un professionista di fiducia.