Ci sono coppie che arrivano in studio con una cartellina piena di referti e una sola domanda, quella che non hanno ancora detto ad alta voce: “stiamo facendo tutto il possibile?”. Spesso hanno già fissato il primo colloquio in un centro di procreazione medicalmente assistita, hanno letto moltissimo e dormito poco. In quella cartellina, quasi sempre, manca un pezzo: il legame tra peso corporeo e fertilità, un aspetto che raramente qualcuno spiega con calma e che invece può incidere sulle condizioni di partenza di tutto il percorso.
Se vivi a Capurso o in uno dei paesi intorno — Triggiano, Cellamare, Valenzano, Noicattaro, Rutigliano, Adelfia — sai bene quanto sia faticoso rincorrere visite, prelievi e appuntamenti tra Bari e i centri specializzati. Per questo lo studio di Via Vittorio Veneto 44 lavora in modo semplice: nello stesso edificio si trova il laboratorio di analisi cliniche BioLab, attivo dal 2007, e il referto degli esami diventa subito la base concreta del percorso alimentare. Meno spostamenti, più energie per quello che conta davvero.
Peso corporeo e fertilità: perché il tessuto adiposo “parla” con le ovaie
Il grasso corporeo non è un deposito inerte. È un tessuto attivo, che produce e trasforma ormoni e dialoga costantemente con l’ipofisi e con le ovaie. Quando si parla di peso corporeo e fertilità si parla quindi di un sistema di segnali: leptina, insulina, estrogeni, ormoni tiroidei. Se questi segnali arrivano distorti, l’ovulazione può diventare irregolare, e con essa la finestra fertile del ciclo.
È utile chiarire subito una cosa: il peso non è mai una colpa. È un indicatore, uno fra tanti, che aiuta a capire come sta funzionando il metabolismo in questo momento. Ci sono donne con cicli perfettamente regolari a qualunque taglia e donne che faticano pur avendo un peso “da manuale”. Per questo il numero sulla bilancia da solo non basta mai: conta la composizione corporea, contano gli esami, conta la storia personale.
Quando il peso è in eccesso: insulina, infiammazione e ovulazione
Un eccesso di tessuto adiposo, soprattutto se distribuito sull’addome, tende ad accompagnarsi a insulino-resistenza e a uno stato infiammatorio di basso grado. Diversi studi suggeriscono che questa condizione possa alterare la produzione degli ormoni che governano la maturazione follicolare, rendendo i cicli più lunghi o imprevedibili. È una dinamica che si osserva spesso, per esempio, nella sindrome dell’ovaio policistico, dove il rapporto tra peso corporeo e fertilità passa in larga parte proprio dall’insulina.
La buona notizia è che il metabolismo risponde bene ai cambiamenti graduali. Anche una riduzione contenuta del peso, ottenuta senza diete punitive, può contribuire a migliorare la sensibilità insulinica e la regolarità del ciclo. Nessuno può promettere una gravidanza — non funziona così — ma migliorare il terreno di partenza prima di un trattamento è un obiettivo realistico e misurabile.
- Distribuire i carboidrati nella giornata invece di eliminarli
- Privilegiare cereali integrali, legumi, verdura di stagione e olio extravergine
- Curare la qualità del sonno, che influenza direttamente insulina e appetito
- Inserire movimento regolare e sostenibile, non allenamenti estremi
Anche il sottopeso conta: quando l’energia non basta
Si parla molto di eccesso di peso e pochissimo del contrario. Eppure una disponibilità energetica troppo bassa — per restrizione alimentare, per attività fisica molto intensa o per un periodo di forte stress — può portare l’organismo a considerare quel momento poco adatto a una gravidanza. Il risultato può essere un ciclo che si allunga, si assottiglia o scompare del tutto.
Capita più spesso di quanto si creda anche a donne che seguono da anni regimi alimentari molto controllati, magari nati con le migliori intenzioni. In questi casi il lavoro nutrizionale va nella direzione opposta a quella che ci si aspetta: si ricostruisce, si aggiunge, si restituisce al corpo un margine di sicurezza. Anche questo fa parte del quadro, e va affrontato senza alcun giudizio.
Il percorso è di coppia: il peso e la qualità del liquido seminale
Per anni l’attenzione si è concentrata quasi solo sulla donna. Oggi sappiamo che il fattore maschile pesa in una quota importante dei casi e che anche negli uomini il rapporto tra peso corporeo e fertilità merita attenzione. L’eccesso ponderale si associa con maggiore frequenza ad alterazioni del profilo ormonale e a un aumento dello stress ossidativo, due elementi che diversi studi collegano a parametri meno favorevoli del liquido seminale.
Anche qui l’alimentazione non è l’unica leva, ma è una leva concreta. Un’alimentazione ricca di antiossidanti naturali, con pesce azzurro, frutta secca, verdure colorate e un consumo moderato di alcol, può contribuire a un quadro migliore. Il fumo, il caldo eccessivo prolungato e la sedentarietà lavorano invece nella direzione opposta. Quando entrambi i partner cambiano abitudini insieme, il percorso diventa più semplice da sostenere e molto meno solitario.
Prima di iniziare la PMA: tempi, esami e passi concreti
I gameti non si formano in una settimana. Sia la maturazione degli ovociti sia la produzione degli spermatozoi richiedono diversi mesi, perciò lavorare su peso corporeo e fertilità ha senso soprattutto se si comincia con anticipo rispetto al primo trattamento, non nelle due settimane precedenti. Tre o quattro mesi sono una finestra ragionevole per costruire abitudini che reggano nel tempo.
Il primo passo è fotografare la situazione con dati oggettivi. Gli esami del sangue si eseguono direttamente in sede, nel laboratorio BioLab: glicemia e insulinemia, assetto lipidico, funzionalità tiroidea, vitamina D, ferritina, profilo ormonale. Il referto arriva in tempi rapidi e viene letto insieme durante la visita nutrizionale, così il piano alimentare nasce da numeri reali e non da ipotesi generiche.
Resta un punto fermo, e va detto con chiarezza: la scelta della tecnica, i tempi del trattamento e ogni decisione clinica spettano allo specialista in medicina della riproduzione che segue la coppia. Il percorso nutrizionale non sostituisce nulla e non anticipa nulla. Si affianca, prepara il terreno e accompagna, in dialogo con il centro di PMA.
Domande frequenti su peso corporeo e fertilità
Devo per forza raggiungere il “peso ideale” prima di iniziare?
No. L’obiettivo non è un numero, ma un miglioramento della funzione metabolica e ormonale. Spesso i primi cambiamenti utili si osservano molto prima di arrivare al peso teorico, e in alcuni casi il lavoro riguarda la qualità della dieta più che i chili.
Quanto tempo prima conviene iniziare il percorso nutrizionale?
Idealmente tre o quattro mesi prima dell’avvio del trattamento. Se i tempi sono più stretti si lavora comunque: anche poche settimane di alimentazione più equilibrata e di sonno regolare hanno un valore, purché l’approccio resti graduale.
Anche il mio compagno deve fare qualcosa?
Sì, ed è consigliabile. Il percorso funziona meglio quando è di coppia, sia per ragioni biologiche sia perché condividere le abitudini a tavola rende tutto più semplice. Puoi scoprire come lavoro nella pagina Chi sono.
Posso fare gli esami nello stesso posto della visita?
Sì. Consulenza nutrizionale e laboratorio di analisi cliniche si trovano allo stesso indirizzo, a Capurso: prelievo e visita si organizzano in un unico spostamento, un vantaggio pratico non da poco in un periodo già pieno di appuntamenti.
Affrontare un percorso di procreazione medicalmente assistita richiede energie fisiche ed emotive. Prendersi cura dell’alimentazione nei mesi che lo precedono è un modo per arrivare al trattamento nelle migliori condizioni possibili. Senza promesse, senza colpe, senza scorciatoie.
Se vuoi valutare la tua situazione con serenità, puoi prendere un appuntamento presso lo studio di Via Vittorio Veneto 44 a Capurso: trovi telefono, mail e orari nella pagina contatti del sito. Il primo incontro serve soprattutto ad ascoltare la vostra storia e a capire, insieme, da dove ha senso partire. Puoi approfondire la pagina dedicata all’infertilità di coppia.
Contenuto a scopo divulgativo: non sostituisce il parere del medico, dello specialista in medicina della riproduzione o del nutrizionista. Per ogni scelta individuale rivolgiti a un professionista qualificato.


